Stampa 3D e odontoiatria digitale


Dentale e 3D, un connubio vincente. Dai modelli in gesso agli apparecchi ortodontici, dai vassoi porta tray, alla modellazione dei retainers, fino alle guide chirurgiche: per la stampa 3D l’odontoiatria rappresenta uno sbocco naturale, un mercato ricco di opportunità.

È una vera e propria rivoluzione, quella della stampa 3D o stampa additiva, «una straordinaria tecnologia di produzione che si sta affermando in questi anni e che sta permettendo di superare in tutti i campi, non solo in quello dentale, i limiti dei metodi di produzione precedenti come la fresatura, la modellazione o la fabbricazione. Di dentale si parla con molto interesse perché proprio questo tipo di tecnologia sta già avendo e avrà in futuro della applicazioni molto importanti in questo settore, anche per la tipologia dei prodotti e dei manufatti protesici che lo caratterizzano – manufatti che richiedono una altissima precisione e una altrettanto elevata personalizzazione» (G. Berrutti).

Nel dentale la tecnologia 3D viene già utilizzata per la fabbricazione di dime chirurgiche e per le protesi provvisorie, ma la generale crescita esponenziale di questa tecnologia – nel 2016 Gartner Group prevede una decuplicazione di stampanti 3D – induce a riflettere sul suo ruolo nella filiera del dentale.

Intorno alla stampa 3D si sviluppa un sistema interconnesso di progettazione digitale, che parte dalla scannerizzazione intra-orale, passa per l’elaborazione e la fabbricazione assistita da computer (Cad/Cam) del manufatto, e culmina nelle nuovissime procedure di realizzazione, tra cui spicca la stampa additiva. I tempi e i costi di realizzazione dei manufatti si riducono, e contestualmente aumenta l’efficienza tanto per le aziende quanto per i professionisti, mentre migliorano, a beneficio dei pazienti, la precisione e la personalizzazione dei manufatti protesici. Con la stampa additiva infatti si raggiunge un livello di dettaglio pari solo a quello ottenibile con la lavorazione manuale, che però richiede dei tempi di realizzazione molto più lunghi. Con altre tecniche come la fresatura, che agendo per sottrazione direttamente su un materiale deve sempre fare i conti con un minimo di spessore, non è possibile ottenere il livello di dettaglio necessario – considerando che il livello di precisione dei file digitali elaborati col Cad si aggira intorno al centesimo di millimetro.

Naturalmente restano aperti diversi quesiti, ad esempio quali tipi di macchinari hanno le caratteristiche necessarie per eguagliare in termini di precisione la lavorazione manuale, e come faranno evolvere il ruolo dell’odontotecnico.

Per approfondire questi temi vi invitiamo a sintonizzarvi su Radio24 sabato 20 febbraio alle 14.00: a confrontarsi sul ruolo della stampa additiva nel flusso digitale ci saranno il dott. Gianfranco Berrutti, presidente UNIDI, e il Prof. Carlo Mangano, fondatore della Digital Dentistry Society, anticipando quello che si potrà vedere – anzi, toccare con mano – in occasione di Expodental Meeting dal 19 al 21 maggio 2016:

«Nel corso della manifestazione daremo una visione generale sullo stato dell’arte delle applicazioni digitali nell’odontoiatria, illustrando tutto il flusso di lavoro che porta da un’acquisizione intra-orale dell’impronta fino alla realizzazione della protesi definitiva per il paziente».

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