Studio di settore Unidi: bene la produzione e vola l’export ma è allarme imprese

Il settore chiude in lieve crescita, ma i due terzi delle imprese sono in calo. Queste le evidenze dello studio di settore UNIDI realizzato dall’istituto KEY-STONE, basato su un campione di 359 aziende (1,4 miliardi di euro ex-fabbrica).

L’analisi, integrata con la congiunturale del primo quadrimestre 2015 della Sell-out Analysis© di Key-Stone, mostra una lieve crescita nel 2014 e nel primo trimestre 2015, sia pur con molte incertezze: su forza e durata della ripresa da un lato e su capacità di resistenza delle imprese dall’altro.

Il comparto manifatturiero di dispositivi medici per odontoiatria vede ancora l’Italia come terzo produttore al mondo, ma con tassi fortemente rallentati dalla riduzione della domanda interna. Lo sviluppo c’è, ma è lento; in Italia è il settore degli investimenti in attrezzature ad aver maggiormente sofferto la situazione di crisi generalizzata.

Nel 2014 la Produzione ha superato i 740 milioni di fatturato; il fatturato complessivo è aumentato di un terzo in dieci anni, con un +3,2% di trend medio composto annuo (CAGR). 

La crisi del 2009, con la conseguente caduta della domanda interna, ha indotto un vero e proprio cambiamento nel modello di business dei fabbricanti italiani, che hanno parzialmente riconvertito la loro attività commerciale rivolgendo maggiormente all’estero la propria attività con un trend di crescita dell’export del 5% nel 2014 e un peso dell’esportazione che si attesta a oltre il 60% della produzione. Ma un’analisi puntuale delle performance delle singole aziende consente di osservare come solo le imprese di maggiori dimensioni abbiano risultati positivi, il raggiungimento di massa critica è quindi fattore di successo e di selezione.

A prescindere dal positivo andamento della produzione industriale, il mercato italiano - frutto dei consumi e degli investimenti di dentisti e odontotecnici – ha ottenuto un leggero incremento. Le dinamiche sono fortemente differenziate tra consumi e investimenti. I primi – vera variabile dipendente dall’accesso degli italiani alle cure odontoiatriche – non hanno mai subito un vero e proprio crollo.

Le aziende con segno positivo non siano necessariamente le più grandi, ma nell’esportazione la taglia dimensionale sembra essere un fattore critico di successo. Secondo Roberto Rosso, presidente dell’Istituto Key-Stone questo è dovuto «ad alcune peculiarità del mercato dentale, che può essere considerato «multi nicchia», con numerosi mini comparti la cui natura industriale è fortemente diversificata, dal chimico, al farmaceutico, al micromeccanico, ecc. Più importante della taglia dimensionale è quindi la focalizzazione e l’eccellenza nel proprio ambito, anche se per sostenere la crescita nei mercati internazionali occorrono organizzazioni sufficientemente dimensionate». 

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